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Atletica Banca di Pesaro

 

CONSIGLI DEL FISIOTERAPISTA

IL regalo di natale

La scelta di una scarpa non è facile. Non dobbiamo limitarci a trovare una buona scarpa, ma la scarpa adatta al nostro piede. Il più delle volte ci si affida alle sensazioni di quando si prova la scarpa o al parere dell’amico o compagno di corsa. Esistono però alcune regole generali utili per evitare errori grossolani che si ripercuotono invariabilmente sulla salute dei nostri piedi e dei tendini. I passi da compiere sono in funzione del grado di esperienza del runner, di seguito, Bastianelli Michele ci fornisce i principi base per la scelta di una corretta calzatura.

Natale: tempo di regali e abbuffate e chissà quanti di noi, hanno infilato un bel paio di scarpe nuove e sono andati a correre per smaltire le migliaia di calorie ingurgitate con il classico pranzo di Natale. E’ sempre un piacere aprire un pacco e ancora di più trovarci dentro lo strumento del nostro hobby, ma i nostri piedi proveranno lo stesso piacere?Forse no,perché chi ha avuto il pensiero del dono, ha forse pensato ai problemi a cui possiamo andare incontro con la scelta di una calzatura non appropriata?Saranno stati attratti dal prezzo scontato o dal grado di ammortizzazione della scarpa?Avranno scelto quel particolare modello solo perché ha una linea accattivante e di tendenza oppure perché è stabile o antipronazione?Per rispondere a queste domande, dobbiamo prima porci un quesito:qual è la scarpa giusta per il nostro piede?E’ importante ricordare che le cause della maggior parte degli infortuni tipici dei corridori di lunga lena, sono da attribuire ai problemi di appoggio e di postura e che quindi conoscere le basi di tali caratteristiche fisiologiche, può aiutarci a prevenire l’insorgenza di eventuali  dolorosi sintomi da sovraccarico. Vediamo quindi le singole fasi dell’appoggio del piede durante la corsa:

  • Contatto: il contatto del piede a terra dura circa il 25% dell’intera fase e avviene con la sua parte posteriore esterna

  • Intermedia: questa fase dura il 40% del totale e qui fisiologicamente il piede va in pronazione per ridurre le forze d’impatto con il suolo (il punto di appoggio si sposta dall’esterno all’interno della suola.)

  • Spinta: nel 35% del tempo rimanente il piede ruota portandosi in supinazione a causa della forte azione di spinta dei muscoli che proiettano il corpo in avanti e lo preparano alle fase di sospensione. Il punto di appoggio si risposta quindi lateralmente (verso l’esterno).

Di conseguenza il podista può, con un semplice esame della scarpa “usurata”, capire grossolanamente che tipo di appoggio ha e che tipo di scarpa deve usare di conseguenza. Se, infatti, nota un eccessivo consumo sulla parte mediale (interna) anteriormente e/o posteriormente può capire di essere un pronatore,se ha invece un consumo esagerato sulla parte posteriore esterna della suola o ancor peggio anteriore,rientra nella categoria dei supinatori. Esistono naturalmente anche corridori con appoggio intermedio. Per ovviare a queste problematiche, le ditte produttrici di scarpe hanno adottato delle categorie, dove rientrano in ciascuna scarpe con particolari caratteristiche, e precisamente troviamo:

Ø      Intermedie: sono scarpe per chi non ha particolari problemi di appoggio e vengono usate dai corridori veloci per l’allenamento o dai più lenti o pesanti per la gara

Ø      Massimo ammortizzamento: sono le classiche scarpe d’allenamento per chi non ha particolari problemi di appoggio ma cerca nella scarpa un buon compromesso tra stabilità e ammortizzazione

Ø      Stabili: sono scarpe riservate per chi ha problemi di appoggio verso l’interno, cioè per pronatori.

Naturalmente in ogni categoria troviamo scarpe di peso diverso che rispondono diversamente alle esigenze dei podisti. Ricordiamo inoltre che per problematiche particolari di appoggio sono talvolta necessari dei plantari personalizzati da usare all’interno di scarpe preferibilmente neutre. 

Bastianelli Michele