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Natale: tempo di regali e abbuffate e
chissà quanti di noi, hanno infilato un bel paio di scarpe nuove e
sono andati a correre per smaltire le migliaia di calorie
ingurgitate con il classico pranzo di Natale. E’ sempre un piacere
aprire un pacco e ancora di più trovarci dentro lo strumento del
nostro hobby, ma i nostri piedi proveranno lo stesso piacere?Forse
no,perché chi ha avuto il pensiero del dono, ha forse pensato ai
problemi a cui possiamo andare incontro con la scelta di una
calzatura non appropriata?Saranno stati attratti dal prezzo scontato
o dal grado di ammortizzazione della scarpa?Avranno scelto quel
particolare modello solo perché ha una linea accattivante e di
tendenza oppure perché è stabile o antipronazione?Per rispondere a
queste domande, dobbiamo prima porci un quesito:qual è la scarpa
giusta per il nostro piede?E’ importante ricordare che le cause
della maggior parte degli infortuni tipici dei corridori di lunga
lena, sono da attribuire ai problemi di appoggio e di postura e che
quindi conoscere le basi di tali caratteristiche fisiologiche, può
aiutarci a prevenire l’insorgenza di eventuali dolorosi sintomi da
sovraccarico. Vediamo quindi le singole fasi dell’appoggio del piede
durante la corsa:
-
Contatto: il contatto del piede a terra dura circa il 25%
dell’intera fase e avviene con la sua parte posteriore esterna
-
Intermedia: questa fase dura il 40% del totale e qui
fisiologicamente il piede va in pronazione per ridurre le forze
d’impatto con il suolo (il punto di appoggio si sposta
dall’esterno all’interno della suola.)
-
Spinta: nel 35% del tempo rimanente il piede ruota
portandosi in supinazione a causa della forte azione di spinta
dei muscoli che proiettano il corpo in avanti e lo preparano
alle fase di sospensione. Il punto di appoggio si risposta
quindi lateralmente (verso l’esterno).
Di conseguenza il podista può, con un semplice esame della scarpa
“usurata”, capire grossolanamente che tipo di appoggio ha e che tipo
di scarpa deve usare di conseguenza. Se, infatti, nota un eccessivo
consumo sulla parte mediale (interna) anteriormente e/o
posteriormente può capire di essere un pronatore,se ha invece un
consumo esagerato sulla parte posteriore esterna della suola o ancor
peggio anteriore,rientra nella categoria dei supinatori. Esistono
naturalmente anche corridori con appoggio intermedio. Per ovviare a
queste problematiche, le ditte produttrici di scarpe hanno adottato
delle categorie, dove rientrano in ciascuna scarpe con particolari
caratteristiche, e precisamente troviamo:
Ø
Intermedie: sono scarpe per chi non ha
particolari problemi di appoggio e vengono usate dai corridori
veloci per l’allenamento o dai più lenti o pesanti per la gara
Ø
Massimo ammortizzamento: sono le classiche
scarpe d’allenamento per chi non ha particolari problemi di appoggio
ma cerca nella scarpa un buon compromesso tra stabilità e
ammortizzazione
Ø
Stabili: sono scarpe riservate per chi ha
problemi di appoggio verso l’interno, cioè per pronatori.
Naturalmente in ogni categoria troviamo scarpe di peso diverso che
rispondono diversamente alle esigenze dei podisti. Ricordiamo
inoltre che per problematiche particolari di appoggio sono talvolta
necessari dei plantari personalizzati da usare all’interno di scarpe
preferibilmente neutre.
Bastianelli Michele |