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IL GINOCCHIO DEL CORRIDORE
La sindrome della bandelletta
ileo-tibiale è comunemente detta “il ginocchio del corridore”. Si
tratta infatti di un processo infiammatorio della zona laterale del
ginocchio (il tratto ileo-tibiale della fascia lata) che colpisce
prevalentemente i podisti anche se ciclisti e sportivi in genere non
ne sono esclusi.
Anatomicamente possiamo
descrivere la fascia lata come la fascia che riveste i muscoli
laterali della coscia e il suo tratto ileo-tibiale è quello che
passa lateralmente al condilo esterno del femore e si inserisce sul
perone . Proprio a causa della sua conformazione anatomica, la
bandelletta subisce una serie di microtraumi durante la corsa che
possono provocare l’insorgenza della sindrome del ginocchio del
corridore. I traumi sono dovuti allo sfregamento della bandelletta
sul condilo femorale quando dalla sua posizione posteriore si sposta
anteriormente ad ogni estensione del ginocchio (il massimo dello
stress si ha a circa 30° di flessione del ginocchio).
Esistono poi dei quadri
patologici concomitanti che possono provocare o scatenare
l’insorgenza dei sintomi,quali le ginocchia vare, ossia le gambe a
parentesi, e una eccessiva pronazione, ma senza dubbio una delle
cause più frequenti è l’aumento esagerato del chilometraggio
settimanale oppure l’errata esecuzione di una singola seduta (sia
per quantità che per qualità).
Personalmente ritengo che anche
la corsa su terreni sconnessi possa provocarne l’insorgenza in
quanto può peggiorare “l’appoggio” del piede, così come la corsa
collinare perché aumenta la flessione del ginocchio (soprattutto in
discesa).
La sintomatologia insorge in
maniera molto subdola: all’inizio si manifesta in maniera sorda dopo
pochi minuti, poi sembra attenuarsi con il passare dei km, ma alla
fine aumenta di nuovo fino a condizionare la dinamica della corsa al
termine della seduta. Normalmente il dolore è nella zona laterale
del ginocchio e si esacerba con la digitopressione a ginocchio
flesso sul condilo laterale del femore. Con il passare dei giorni,
se il quadro non migliora, il dolore induce a ridurre i km e la
velocità della corsa.
Il primo trattamento che può
dare sollievo è la crioterapia: applicare la borsa del ghiaccio
localmente per 10-15 min. subito dopo la corsa ma anche durante la
giornata. Nel caso in cui il problema non si risolva, normalmente lo
specialista ortopedico consiglierà dei FANS (farmaci antinfiammatori
non steroidei) e dei miorilassanti oltre alla sospensione della
corsa.
Naturalmente concordo con
l’ortopedico, ma dal punto di vista fisioterapico ritengo molto
utile rilassare e detendere la fascia lata con esercizi di
stretching e con della massoterapia, e consiglio delle sedute di
laserterapia locale per ridurre l’infiammazione, ma preferisco non
sospendere completamente l’allenamento cercando però di eliminare le
cause scatenanti sopra citate (corsa in discesa, ritmi veloci,
eccessiva pronazione …. ecc.).Consiglierei inoltre di eseguire oltre
allo stretching del tensore della fascia lata anche quello a carico
dei muscoli ischio-crurali, adduttori e quadricipite e cioè
rispettivamente dei muscoli posteriori,interni e anteriore della
coscia. Molto utile può essere anche il rinforzo dei muscoli piccolo
e medio gluteo oltre al tensore della fascia lata.
Da notare che sostituire
temporaneamente la corsa con sport alternativi come la bici può
essere controproducente perché aumentano di numero le sollecitazioni
sul ginocchio addirittura a gradi maggiori di flessione.
Bastianelli Michele |